Ancora una volta Noi ci si deve far sempre riconoscere, ma per una cosa buona mai! eh dovessimo vergognarci poi..
MihoZoe
categoria:televisione, notizie, abruzzo, da ricordare, da pensare, facciamoci sempre riconoscere
Dal 23 Novembre riparte il Festival delle Letterature.
Affascina ed attrae, irresistibilmente, più delle sirene di Ulisse. E non serve farsi legare all’albero maestro, visto che le sempre più nutrite schiere di aspiranti comunicatori sono ben consapevoli della lotta che le attende. In Italia, la prospettiva di lavorare nel settore della Comunicazione conquista e fa tendenza. Tanto che negli ultimi anni sono spuntati come funghi centinaia di corsi master e scuole di specializzazione, che coinvolgono migliaia di formatori, molti dei quali spesso improvvisati perché ingolositi dal grandioso business. I dati sono esplosivi e descrivono un universo professionale in tumultuoso arrembaggio. La sola offerta formativa istituzionale fa registrare più di 40 corsi di laurea fra Scienze della Comunicazione, Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, per un totale di oltre 40mila studenti impegnati in iter accademici specialistici o master post laurea. La "fame" di formazione per il mondo della comunicazione è enorme: del totale degli iscritti, per il 56% già lavoratori, oltre due terzi è donna, con una netta prevalenza del CentroSud come regioni di provenienza e della fascia d’età 2130 anni. Ogni anno si registrano quasi 1.000 nuovi laureati in Pr, per i quali le agenzie di Public Relations dovrebbero rappresentare il primo passo nel mondo del lavoro, in un mercato nazionale che vede già all’opera più di 70mila comunicatori in relazioni pubbliche, generando un fatturato diretto ed indotto di 12 miliardi di euro l’anno (dati Ferpi). Le università incassano i successi, moltiplicano i corsi e fanno quello che possono per cercare di corrispondere alla domanda: