mercoledì, 10 ottobre 2007
agli amici del panda, al ministro, al giornalista d'assalto, alle decine di centinaia di persone che sono state parte attive della fiaccolata (anche telematica) per l'orso Bernardo che gli orsi del Parco Nazionale (Bernardo, Rossella e il figlio-senza-nome) non sono morti per una pecora ripiena di stricnina (la taglia di 35 mila euro contro gli avvelenatori non verrà mai riscossa con buona pace di tutti), ma per una non meglio identificata epidemia? (ha a che fare con qualcosa che è nell'acqua? visti i precendenti con i pozzi avvelenati in Abruzzo non mi meraviglierei..). Già ora chi glielo dice se in tv, nel telegiornale regionale(non mi aspettavo mica la rete nazionale, eh) non se ne è fatta parola alcuna? Ah, già, dimenticavo che loro sono occupati con l'inviata Daniela Senepa che ha gli scarponi e la giacca piena di schizzi di fango, di quel fango clamoroso e da scoop made in Tortoreto, una vera giornalista di razza e d'assalto che non esita a mescolare la cruda realtà con un tocco di fantasia e, perchè no, di poesia?
Ancora una volta Noi ci si deve far sempre riconoscere, ma per una cosa buona mai! eh dovessimo vergognarci poi..


MihoZoe
venerdì, 23 febbraio 2007
..avendo meno di un secondo per scrivere questo post, devo limitarmi a pubblicare l'immagine di questa locandina e a fare un annuncio.. se oggi pomeriggio riuscite ad andare in Provincia, poi venite qui a raccontare :-)




MihoZoe
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categoria:notizie, pescara, in agenda
mercoledì, 24 gennaio 2007
..dopo il "rosso permessivo" della metropolitana di Roma, un'altra notizia che porta con sè un sano e naturale controsenso, quel controsenso deviante che è cosi tanto diffuso nell'informazione e, più in generale, in tutta la società. La notizia in questione riguarda la decisione presa dalla Commissione Europea di bollare come  "aiuti illegittimi" i bonus per l'acquisto di decoder per il digitale terrestre stanziati negli anni 2004 e 2005. "I sussidi (..)- si legge in una nota diffusa dalla commissaria europea della Concorrenza Neelie Kroes - sono incompatibili con le regole degli aiuti di stato in quanto non sono tecnologicamente neutri e creano una indebita distorsione della concorrenza escludendo la tecnologia satellitare"(tratto da www.repubblica.it ).
La conseguenza? la Commissione Europea ha stabilito che le emittenti che hanno beneficiato dei bonus-decoder dovranno rimborsare gli aiuti di Stato. La reazione della parte politica che nel 2004-2005 era al Governo? Con disgusto rigettano le conclusioni della Commissione Europea rispondendo che se proprio qualcuno ha tratto vantaggio dall'erogazione dei bonus per l'acquisto dei decoder per il digitale terrestre questo è stato solo e soltanto il consumatore. Tutto chiaro, no? Non sono le aziende produttrici di decoder ad aver beneficiato economicamente del bonus (200euro il prezzo minimo per un decoder.. E chi di noi non li avrebbe spesi!!Con o senza incentivi la fila fuori dai negozi ci sarebbe stata ugualmente!), bensì i consumatori, le aziende infatti hanno lo status giuridico di onlus..non lo sapevate? E io-malfidata- che credevo che qualcuno con questa trovata ci si fosse arricchito! qualcuno come ad esempio il fratello di un certo premier.. bà, ma forse mi confondevo con l'Italia, qui siamo solo nel Paese delle Banane e certe cose si possono capire, sono sensatamente senza senso..


MihoZoe
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categoria:politica, notizie, dai giornali, attualitĂ , da pensare
mercoledì, 29 novembre 2006
..lo ricordo quel 20 luglio del 2001, lo ricordo perchè ero in viaggio e perchè di quei momenti tragici al G8 non sapevo e non potevo sapere niente.. e lo ricordo perchè la notte del 21 luglio, alle 2 nella stazione di Rimini, c'era un'aria pesante e sui binari giravano delle voci e c'erano poliziotti e guardia di finanza che dicevano di stare dentro la stazione, perchè stava per passare il treno dei manifestanti diretti a Genova e pare che fossero un pò nervosi.. agitati.. e lo sentivi che c'era qualcosa di diverso.. che non era un invito quello di rientrare, ma un ordine..  e sentivi che qualcosa ti sfuggiva.. ti mancava quel particolare per capire cosa davvero stesse succedendo ed io dentro, il timore lo avvertivo ben distinto..

Di Carlo Giuliani, morto ammazzato il 20 luglio 2001 in Piazza Alimonda, se ne è parlato molto, tanto, ma alle parole non è mai seguita la Verità, la Verità che deve rendere Giustizia ad un ragazzo di 23 anni e a tutti noi..  
E si è parlato tanto anche di Mario Placanica il carabiniere quasi coetaneo di Giuliani che era nel Defender e che è stato riconosciuto come "colui che sparò".
E' di oggi la notizia di una lunga intervista rilasciata da Placanica al quotidiano "Calabria Ora" sui fatti tragici di quel pomeriggio di Luglio del 2001 in Piazza Alimonda e tra gli stralci riportati dal "Corriere della Sera" e da "La Repubblica" ce ne sono due che mi fanno raggelare il sangue.
.

<<Al rientro di Placanica in caserma, i colleghi "mi hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, 'benvenuto tra gli assassini', mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo Morte sua vita mia>>

e ancora

<<Molti gli interrogativi che si pone l'ex carabinieri: "Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità. Ci sono troppe cose che non sono chiare, come ad esempio: perchè alcuni militari hanno 'lavorato' sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con una pietra? >>

Perchè se leggo queste righe mi dico che è tutto vero e non dico: no, è impossibile, nessuno farebbe tanto? Perchè so che queste frasi non sono verosimili, ma sono vere?
Io non voglio aggiungere altro, se non che PRETENDO LA VERITA'.. non voglio un altro faldone nella libreria dei "Misteri d'Italia", ma voglio che si dica: CHI e PERCHE'.

Per leggere l'articolo intero dal sito de La Repubblica
clicca

MihoZoe
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categoria:notizie, da ricordare, dai giornali, attualitĂ , da pensare
sabato, 25 novembre 2006
E' una notizia rivolta a chi come me nei primi anni 70 non c'era, a chi come me ha ascoltato la voce di Pasolini in rare, rarissime occasioni, a chi come me ha sempre creduto nell'enorme spessore culturale di quell'uomo alto e dal viso tagliente la cui fine è stata tanto tragida quanto insensata e la cui fine è legata ad un film duro e impressionante come "Salò o le 120 giornate di Sodoma".. ed è partendo da questo film "maledetto" che inizia il racconto di Pasolini prossimo venturo, un documentario di appena un'ora che attraverso le foto di scena e le interviste a Pier Paolo Pasolini ci restituisce, mi restituisce, la figura di una persona troppo onesta e sincera per sopravvivere a quegli anni 70..
Meglio delle mie parole, quelle di Giuseppe Bertolucci (il regista):
«Attorno al ’75, l’anno in cui sono usciti Salò, Novecento, L’albero degli zoccoli, sono stati gli ultimi momenti della centralità del cinema nel dibattito culturale del nostro paese - sostiene Bertolucci -. Ho voluto proporre questo fantasma pasoliniano per incutere un po’ di paura, per fare incazzare, per far riflettere. E questo fantasma continuerà ad affacciarsi finché la politica culturale italiana rimarrà sorda ai grandi contenuti lanciati da Pasolini trent’anni fa»

Dal 24 Novembre 
Pasolini prossimo venturo è nelle sale cinematografiche e spero che siano tante, tante le sale in cui verrà proiettato, molte più di quelle destinate ai film di Natale.

Per leggere tutte le recensioni su Pasolini prossimo venturo e non solo Pagine Corsare


MihoZoe
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categoria:cinema, notizie, da ricordare
mercoledì, 08 novembre 2006
Dal 23 Novembre riparte il Festival delle Letterature.
L'evento, come nelle precedenti edizioni, si svolge su più luoghi e sotto diverse forme: dai reading letterari ai dibattiti, dalle tavole rotonde agli spettacoli.. tutto all'insegna della lettura.
Per conoscere il programma, gli ospiti e i vari luoghi d'incontro cliccate qui.

MihoZoe - ogni tanto qualcosa di buono in città -
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categoria:libri, notizie, da ricordare, pescara, in agenda
lunedì, 23 ottobre 2006
Non voglio entrare nel merito dell'argomento trattato in piena prima pagina dal quotidiano "Il Tempo", però  ugualmente mi preme sottolineare un pò la faziosità e la difforme rappresentazione della realtà che, almeno per quanto mi riguarda, ho notato nell'accostamento del titolo con l'immagine...(e questo non è un caso particolare, ma è solo l'ultimo esempio di una lunga serie il cui inizio si perde indietro negli anni).
Il titolo è violento: "La vogliono lapidare" parole che mettono in agitazione, ci viene comunicato (urlato, essendo il titolo di apertura del giornale) che si vuole commettere una violenza (estrema violenza visto che si parla di lapidazione, eh) e per sottolineare ancora di più il tutto si adopera una bella foto ad effetto, una Santanchè che ha un non so che di straordinario.. la vedi lì, indifesa, struccata, piccola, fragile, con quel dito in bocca che ci fa ricordare tanto il bambino spaurito.. quasi quasi, se fosse a portata di mano, le darei un abbraccio!
Vi pare normale tutto ciò?




Purtroppo "Il tempo" ha questo strano vizio di creare ad hoc le prime pagine, per fortuna 'sta volta si è trattenuta
abbastanza, ma io ricordo ancora con disgusto la foto di un feto morto nelle mani di un medico.. e non fu un bel vedere, non fu, a mio modesto avviso, una cosa di cui andare fieri.. peccato che allora nessuno si disse scandalizzato ed offeso.

MihoZoe
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categoria:politica, notizie, stranezze, dai giornali, attualitĂ , la comunicazione, da pensare
lunedì, 23 ottobre 2006
Dopo aver letto l'articolo riportato sulla homepage di "Repubblica" di oggi, ho deciso che manderò un CV alla Regione Sicilia, hai visto mai che gli avanzino dei soldi e abbiano ancora qualche posto vacante?

La Regione ha debiti fino al 2022, ma spende come negli "anni felicissimi"
162 milioni per l'esercito di prima fila. Buste paga dai 50mila ai 200mila euro

Sicilia, il boom degli stipendi d'oro
Burocrate record 1553 euro al giorno

Megaretribuzione per un fedelissimo del governatore Cuffaro
al direttore dell'agenzia acque in busta più di mezzo milione
di ATTILIO BOLZONI

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categoria:politica, lavoro, notizie, dai giornali, da pensare
martedì, 08 agosto 2006
Lo Spiegel: "Stessa ideologia ma nuovo abbigliamento per gli estremisti"

Abbandonate le teste rasate prediligono gli abiti della sinistra rivoluzionaria

Germania, ora i neonazisti si camuffano "Kefiah e magliette di Che Guevara"

BERLINO - I neonazisti cambiano strategia. Con t-shirt del "Che" e la kefiah, dicono addio a testa rasata, bomber e anfibi. Lo scopo è quello di non essere riconosciuti dalla polizia e di confondersi con i giovani del mondo hip-hop e con i loro coetanei senza partito. Insomma gli estremisti di destra adottano una tenuta meno austera e più moderna rispetto al tradizionale stile ma non rinnegano l'ideologia di sempre. Compresa la fede razzista ed xenofoba.

A far conoscere le nuove tendenze dei gruppi neonazi è il settimanale Der Spiegel che illustra come oggi indossino una "divisa non sospetta" fatta da giacca a vento, pantaloni larghi e scarpe da ginnastica.

Anche per quanto riguarda le marche, i loro gusti sono cambiati. Le tradizionali "Lonsdale" e "Freddy Perry" sono state sostituite dalla norvegese "Helly Hansen" e della tedesca "Thor Steiner", sulle cui magliette si possono leggere scritte come "Ostafrika Expedition - Heia safari", che molti interpretano comunque come un'allusione alle ex colonie tedesche in Africa. 
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categoria:notizie, dai giornali, attualitĂ 
venerdì, 28 luglio 2006
I comunicatori non comunicano con il mercato

Attorno alla ‘comunicazione’ si è creato un vasto business formativo: 40 corsi di laurea, per non parlare dei master e dei corsi privati, 40 mila iscritti, 1.000 nuovi laureati in Pr l’anno. Numeri superiori alle reali esigenze delle imprese

MASSIMO CANEVARI

Affascina ed attrae, irresistibilmente, più delle sirene di Ulisse. E non serve farsi legare all’albero maestro, visto che le sempre più nutrite schiere di aspiranti comunicatori sono ben consapevoli della lotta che le attende. In Italia, la prospettiva di lavorare nel settore della Comunicazione conquista e fa tendenza. Tanto che negli ultimi anni sono spuntati come funghi centinaia di corsi master e scuole di specializzazione, che coinvolgono migliaia di formatori, molti dei quali spesso improvvisati perché ingolositi dal grandioso business. I dati sono esplosivi e descrivono un universo professionale in tumultuoso arrembaggio. La sola offerta formativa istituzionale fa registrare più di 40 corsi di laurea fra Scienze della Comunicazione, Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, per un totale di oltre 40mila studenti impegnati in iter accademici specialistici o master post laurea. La "fame" di formazione per il mondo della comunicazione è enorme: del totale degli iscritti, per il 56% già lavoratori, oltre due terzi è donna, con una netta prevalenza del CentroSud come regioni di provenienza e della fascia d’età 2130 anni. Ogni anno si registrano quasi 1.000 nuovi laureati in Pr, per i quali le agenzie di Public Relations dovrebbero rappresentare il primo passo nel mondo del lavoro, in un mercato nazionale che vede già all’opera più di 70mila comunicatori in relazioni pubbliche, generando un fatturato diretto ed indotto di 12 miliardi di euro l’anno (dati Ferpi). Le università incassano i successi, moltiplicano i corsi e fanno quello che possono per cercare di corrispondere alla domanda: