lunedì, 20 agosto 2007
..avere una manciata di giorni da trascorrere a pancia all'aria senza orari o coincidenze da rispettare fa bene.. quest'anno a me questo periodo di nulla facenza ha preso in maniera abbastanza cinematografica.. un miracolo!! direbbero alcuni.. e in effetti non sbaglierebbero... nel giro di due giorni ho visto la bellezza di 5 film dall'inizio alla fine, senza barare, senza addormentarmi, senza chiedere poi: 'com'è che è finita?'.. no, questa volta i 5 film sono regolamentari e me ne vanto..
In ordine sparso ho visto:

- Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti: già forse non ho capito tutte le citazioni del cartone animato, ma a me han fatto ridere solo la capra canterina e un altro personaggio di cui ora non ricordo neanche il nome, quindi non mi ritengo affatto soddisfatta della visione.. però la capra con il benjo e gli occhiali scuri è micidiale! :D

- 11 settembre terrore dal cielo (fresco fresco di edicola, collana 'la storia siamo noi'): quà mi aspettavo qualcosina in più, però il documentario è abbastanza incalzante e quindi la sufficienza piena se la conquista a mani basse

- Death of a president: mi son portata in giro il cofanetto per più di un mese, avevo iniziato a leggere il libro allegato e forse con questa mossa mi sono tolta ogni aspettativa sul film.. errore tattico, la prossima volta prima vedo il film e poi mi butto sul libro.. sufficienza a mani alzate fino alle anche..

- Grazie signora thatcher: devo smettere di vedere film inglesi.. oramai ne sto collezionando una serie che pare essere stata girata tutta nello stesso posto e con gli stessi contorni deprimenti.. prima di questo ho visto 'sweet sixteen'.. ora capisco perchè gli inglesi portano con se sempre l'ombrello, oramai si aspettano sempre il peggio.. in compenso 'grazie signora thatcher' aveva molta musica e un ewan mc gregor niente male

- Toy story 2: bello, bellissimo, più del primo (visto fino alla cancellazione del supporto magnetico: provaci te a togliere un film dal lettore dvd ad un bimbetto di 3 anni e poi ne riparliamo..), mi sono fatta delle belle risate ed ho colto anche una citazione-tributo tra Zurc e Buzz.. certo, l'omaggio filmico non era troppo velato, ma io mi accontento di poco e quando le citazioni le colgo me ne vanto.. questo film lo rivedrò molto volentieri fino a quando il bimbetto di 3 anni non avrà deciso di comprarsi un bel lettore dvd portatile con cui sollazzarsi privatamente..


In attesa di visione ci sono

- Frankestein junior: è sempre un piacere Aigor..
- Taxi driver: dopo il padrino non può mancare...
- Scarface: è un periodo pacifico..
- Una notte al museo: ogni tanto c'è bisogno anche di questo genere di film..

Ora vado, il lettore dvd mi chiama...

MihoZoe
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categoria:pour parler, film in dvd, parliamo un pò, libri+dvd, girando i pollici
venerdì, 05 gennaio 2007
..uno dei primi film che ho avuto il piacere di vedere quest'anno è stato "Terkel".. Se riconoscete questi personaggi, sapete già di cosa sto parlando..
Terkel non può proprio essere considerato un "film per bambini", infatti questi personaggi, dai tratti tondeggianti e sformati, sono caratterizzati da un modo di vivere a dir poco fuori dalle righe..
lo zio alcolizzato e violento che si occupa di aiutare i bambini vittime di violenze (e in tv ha anche uno spot stile "musical"), la dolce e tenera sorellina vittima dei più atroci incidenti domestici, il secchione col cravattino, il prof.di musica che mi ricorda tanto "DiscoStu'" dei Simpson, l'Hippoppettaro della scuola che porta sempre con se un fido amico , la coppia di bulli che tormentano Terkel.. e poi c'è Terkel, già Terkel.. il protagonista del film.. il ragazzino rincorso dai problemi, un pò vittima e un pò carnefice..
Un film di sicuro dissacrante e fuori dalle righe, sadico, crudele e spietato, che di corretto non ha proprio niente e su questo film i moralisti ne avrebbero da parlare per ore.. però, perchè dare fiato alle bocche? Per una volta si può ridere e non prendersi sul serio guardando un film irriverente e con una canzoncina troooppo accattivante.. (e gli Elii non poteva che colpire nel segno..).

Terkel sito italiano


MihoZoe
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categoria:recensioni, film in dvd
sabato, 19 agosto 2006
Torno a raccontare e a dare qualche opinione sui film, o meglio sull'ultimo dvd che si è surriscaldato nel lettore dvd del mio pc. Sto parlando de Le conseguenze dell'amore un film sicuramente sui generis e tutto sommato piacevole, quantomeno nella prima parte, per intenderci prima che entrasse in azione la barista, un personaggio antipatico, fazioso e purtroppo pure un pò fighetto (mi ha subito suscitato quella sensazione di chi mi sta abbondantemente sui cabasisi e poi che fine idiota che ha! da vera deficiente! ) causa unica e prima della distruzione del protagonista che, a contatto con la barista, si inscemisce e fa una brutta fine, consapevole e scelta certo, ma sempre brutta fine è..
Insomma dicevo che la prima parte del film è molto bella, la fotografia è magistrale (l'inserviente sulla scala mobile che scorre lenta accompagnando i titoli di testa o i primi piani del protagonista che spende sempre poche parole, ma ha un volto e un appeal davvero notevoli) e i dialoghi, seppur scarni, sono significativi, ora magari non sarà il film del secolo, ma l'idea, bisogna darne merito, è  buona e, personaggio femminile a parte, questo film merita di essere visto.
Poi fatemi sapere che ne pensate voi.


MihoZoe
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categoria:film in dvd
lunedì, 31 luglio 2006

Due notti fa ero sveglia alle 3 e mezza del mattino, ho acceso la tivì e facendo un rapido giro tra i canali, mi son fermata su rai3, interessante, quelle immagini mi ricordavano qualcosa, televideo: Bowling a Columbine.. ah, ecco, è il documentario di M.Moore sull'eccidio della Columbine.. ancora  televideo: subito prima hanno trasmesso Elephant, il film di Gus Van Sant, pure 'sta volta mi è sfuggito! eppure è più di un mese che ho 'sto film, ma ancora non l'ho visto.
Finisco il documentario di Moore e mi addormento con il silenzio dei titoli di coda, poco prima della pubblicità..

Ieri sera ho finalmente "scartato" il dvd di Elephant e quell'ora e 20 di visione mi ha lasciato un pò interdetta.. non è un film facile da comprendere, anche perchè me lo aspettavo molto diverso, mi aspettavo di vedere la ricostruzione della personalità di Eric Harris e Dylan Klebod (i due esecutori del massacro), ed invece per circa 50 minuti tutto quello che vedo sono dei volti seguiti dai loro nomi.

Vedi Michelle una ragazzina con gli occhiali e i capelli ricci emarginata dal gruppo, rimproverata dalla prof.ssa di ginnastica perchè non indossa gli shorts, derisa nella palestra dalle ragazze più "trendy" della scuola,

Oppure vedi Elias, un ragazzo che va in giro con una macchina fotografica che ferma due punkettoni in un parco e gli chiede di fargli delle foto, che nel laboratorio di fotografia taglia i negativi e scambia due chiacchiere con gli altri ragazzi che sviluppano le loro foto,

vedi John, un caschetto biondo con una tshirt gialla con su una stampa di un toro (quello di Madrid per intenderci), anzi lui è il primo che vedi nel film, è in macchina con il padre ubriaco, dopo esser riuscito a mettersi alla guida dell'auto, raggiunge la sua scuola, lascia il padre al parcheggio, telefona a casa perchè il fratello venga a prendere il genitore, passa dal preside, che lo punisce per il ritardo con un'ora in più da passare a scuola e lo vedi entrare in un'aula e piangere (per l'esasperazione), poi lo vedi incontrare Elias e lungo il corridoio si lascia scattare una foto dall'amico..
la stessa scena è ripresa per 3 volte da 3 punti di vista diversi,quelli di John, Elias e Michelle..

E poi vedi altre facce, altre brevi storie, altri corridoi, altre porte che si aprono..

Quando John esce dalla scuola e si ferma a giocare con un cane lo vedi incontrare Eric e Alex (nella realtà Eric e Dylan) vestiti come militari carichi di sacche e borse e senti questo breve dialogo:
John: "ehi, dove andate voi due?"
 Alex:  "Levati dai coglioni e stai lontano, succederà un casino qui"
John: "Che volete fare?"
Nessuna risposta, Eric e Alex si avviano verso l'edificio scolastico.

.. e lo vedi, questo caschetto biondo, correre e dire a tutti di allontanarsi, di non entrare nell'edificio, ma lì già qualcosa sta succedendo, il fumo ha iniziato ad invadere la scuola e lui giunto davanti la sua macchina per pochi istanti lo vedi smarrito, lì dove doveva esserci suo padre e non c'è e mentre la scuola va in malora eccolo il padre che cammina sul prato verso John, alle sue spalle l'edificio preso d'assalto va in fumo.

Dentro le bombe non esplodono, ma il massacro ha avuto inizio, in biblioteca e poi lungo i corridoi, in caffetteria e poi nella cella frigorifera..

Facce normali, una quotidianeità facile da percepire come "usuale" eppure.. eppure la normalità fatta anche di problemi (bullismo, anoressia - le 3 ragazze che vedono John giocare con un cane, pochi istanti prima che i massacratori entrino nella scuola, dopo pranzo si rinchiudono in bagno per vomitare ed è nel bagno che verranno stanate e freddate - ) è intrecciata con una normalità malata, quella di 2 ragazzi emarginati e dagli indubbi problemi psichici che pianificano ed eseguono un massacro, non uccidendo a caso, ma per ragione, una "loro ragione". E non è un massacro inaspettato ed imprevedibile..

L'eccidio, la sparatoria, la parte "nera" del film è relegata agli ultimi 15-20 minuti della narrazione e il massacro si svolge anche qui con qualcosa di irreale.. come quando vedi Benny un ragazzo nero alto, con le treccine, massiccio, che mentre tutti scappano dai corridoi va contro corrente e risale il "fiume" e va nella classe dove c'è una ragazza che accompagna alla finestra per metterla in salvo, lei se ne và, mentre lui rimane lì, in quel macello e continua a risalire il fiume andando incontro alla morte che si presenterà con un unico proiettile, quello di Eric.

Il film è fatto di volti e di normalità più che di plateali esplosioni di violenza ed è questo che in un certo senso lascia un pò "in aria", la stessa narrazione fatta di salti temporali, di scene vissute 2 o 3 volte dalle varie persone (che inconsapevolmente sono tutte attori di un'unica storia), lascia sospesi, se il film avesse seguito un'unica linea temporale sarebbe durato 15 minuti, ma evidentemente non si voleva far risaltare il massacro nella pura e semplice cronologia, si voleva raccontare una realtà al tempo stesso più semplice e più complessa la cui comprensione non è immediata, ma richiede una certa metabolizzazione.. 

Subito dopo aver spento il pc sono rimasta un pò interdetta, era come mi mancasse qualcosa per chiudere il cerchio, volevo che il film mi raccontasse altro, magari mi aspettavo anche una rappresentazione "spettacolare" della violenza dei 2 ragazzi e queste attese erano state "tradite" e non sapevo cosa fare di quello che avevo visto, che giudizio di valore dargli.. una mano me l'ha data, ancora una volta, il Mereghetti che ha risistemato un pò le fila dei miei pensieri dando loro l'ordine giusto per capire un pò di più il film.

Ed è questa mattina con il dovuto "distacco" e la dovuta freddezza che posso dire che questo era l'unico tipo di narrazione adatta per raccontare il massacro.. infatti non c'è nessuna esaltazione nè del bene nè del male (che in realtà neanche sembrano frapporsi nel film),  c'è solo una rappresentazione della vita fatta di volti di persone normali(i nomi che precedono i visi dei ragazzi, sono i nomi veri degli attori..), di persone disadattate e di persone che a quel giorno non sarebbero sopravvissute.

Non è un film di denuncia, per l'inchiesta ed il documentario bisogna guardare Bowling a Columbine, ma Elephant ha il suo valore, magari difficile da digerire alla prima visione, eppure indiscusso.Eppure mi chiedo come mai questo film abbia l'etichetta del Vietato ai minori di 14 anni..

Stamattina cercavo altri film o documentari sul massacro della Columbine e con mia enorme sorpresa sono solo 2 i film/documentari dedicati o collegati a questa tragedia e cioè i già noti e citati:
Bowling a Columbine
Elephant

Questo vuole dire qualcosa?
C'è voglia di dimenticare senza fare i conti con la realtà?

MihoZoe

 

 

 

 

 

Il commento del Mereghetti - Dizionario dei film 2006, Baldini Castoldi Dalai editore, pg.878

(..) per ricostruire il massacro degli studenti della Columbine High School di Littleton (già al centro di Bowling a columbine di Michael Moore), Van Sant evita ogni tentazione drammatica, spezza la continuità temporale(le azioni in contemporanea sono raccontate in momenti successivi, riportando continuamente indietro il tempo reale), si "perde" dentro le mille situazioni che si accavallano durante il giorno: gesti che possono dire tutto e niente, che sembrano offrire una spiegazione per poi contraddirsi da soli. Come il comportamento di Alex ed Eric, che prima della carneficina ascoltano Beethoven, guardano filmati nazisti e giocano ai videogame, senza una possibile logica: obbligando lo spettatore a confrontarsi con la propria incapacità a capire il Male nel mondo, smarrito dentro un labirinto di immagini nel quale ci si può solo rassegnare a convivere con la propria angoscia e la propria impotenza. Il titolo, criptico, rimanda a un tv-movie di Alan Clarke del 1989 sul terrorismo irlandese e allude a un modo di dire ("Un problema facile da ignorare come un elefante in un soggiorno"). Ma Van Sant aveva presente anche una parabola buddista in cui alcuni ciechi tastano un elefante, e ciascuno crede di comprendere la natura dell'animale a seconda della parte toccata.

mercoledì, 26 luglio 2006
Lo ammetto, Lucarelli è tra i pochi che reputo un bravo narratore, mi piace starlo ad ascoltare, mi piace leggerlo, mi piacciono anche i cartonati un pò ridicoli, di cui si circonda in "Blu notte" (a esser  ridicoli son ridicoli, ma hanno la sicura funzione di mantenere sotto gli occhi di chi guarda i punti cardine del racconto... i volti, gli oggetti, le ambientazioni..).
L'ultima stagione di "Blu notte" l'ho vista per intero, tra le chicche ricordo le 2 puntate sulla storia delle B.R. (altra mia passione) e per l'occasione ho anche rispolverato il buon fido videoregistratore (cancellando come al solito 2 vhs inutili di mio fratello) ..peccato che l'idea della tradizionale "videoregistratura" l'ho avuta troppo tardi, ma in soccorso sono venuti gli editori (una volta tanto..) e cioè hanno pensato di riproporre le puntate di "Blu Notte" in dvd in edicola.. la prima uscita l'ho comprata alla Stazione Tiburtina di Roma, portandomi in giro il mezzo busto cartonato di Lucarelli riprodotto sulla confezione, certo un pò ingombrante se devi girare tra stazioni e treni..
Oggi pomeriggio mi son decisa a vedere il dvd, si parla della "banda della uno bianca".. non ci sono colpi di scena, nel senso che sul dvd viene riproposta la puntata originale, gli extra in realtà sono solo nominali, perchè la cronologia e la biografia che propone è davvero poca cosa.. però si perdona questa "pecca" con tutto il resto. Ora io non sono (e come potrei mai!!) Maurizio Costanzo Sciò e non dò "consigli per gli acquisit" però se capitate in un'edicola buttate uno sguardo a "Blu notte" magari poi lo comprate, fossi lì con voi, io nel mio piccolo vi direi di prenderlo.

MihoZoe

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categoria:media, televisione, film in dvd
mercoledì, 26 aprile 2006

"Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo ...questo significa che sul pianeta c'è un'arma da fuoco ogni 12 persone .. la domanda è.. come armiamo le altre 11?"
E'  l'incipit del film a dare, più di ogni altro commento o parola, il senso ed il punto di vista dell'intera pellicola. E' un film particolare, in cui il telespettatore ansioso di un finale "happy end" rimarrà evidentemente deluso, ma senza dubbio non annoiato.
Senza indugio o possibilità di ripensamento ne consiglio la visione, perchè vale la pena stare a sentire per due ore una voce diversa che ci parla del mercato delle armi senza facili moralismi o improbabili deux ex machina che "convertono" gli animi umani, cosi come NON succede nella nostra realtà. Anche la "finzione" di una pellicola si dimostra fedele al racconto che giorno dopo giorno scrive la storia del nostro tempo.

MihoZoe

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categoria:recensioni, film in dvd, da pensare