sabato, 25 novembre 2006
E' una notizia rivolta a chi come me nei primi anni 70 non c'era, a chi come me ha ascoltato la voce di Pasolini in rare, rarissime occasioni, a chi come me ha sempre creduto nell'enorme spessore culturale di quell'uomo alto e dal viso tagliente la cui fine è stata tanto tragida quanto insensata e la cui fine è legata ad un film duro e impressionante come "Salò o le 120 giornate di Sodoma".. ed è partendo da questo film "maledetto" che inizia il racconto di Pasolini prossimo venturo, un documentario di appena un'ora che attraverso le foto di scena e le interviste a Pier Paolo Pasolini ci restituisce, mi restituisce, la figura di una persona troppo onesta e sincera per sopravvivere a quegli anni 70..
Meglio delle mie parole, quelle di Giuseppe Bertolucci (il regista):
«Attorno al ’75, l’anno in cui sono usciti Salò, Novecento, L’albero degli zoccoli, sono stati gli ultimi momenti della centralità del cinema nel dibattito culturale del nostro paese - sostiene Bertolucci -. Ho voluto proporre questo fantasma pasoliniano per incutere un po’ di paura, per fare incazzare, per far riflettere. E questo fantasma continuerà ad affacciarsi finché la politica culturale italiana rimarrà sorda ai grandi contenuti lanciati da Pasolini trent’anni fa»

Dal 24 Novembre 
Pasolini prossimo venturo è nelle sale cinematografiche e spero che siano tante, tante le sale in cui verrà proiettato, molte più di quelle destinate ai film di Natale.

Per leggere tutte le recensioni su Pasolini prossimo venturo e non solo Pagine Corsare


MihoZoe
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categoria:cinema, notizie, da ricordare
mercoledì, 08 novembre 2006
A casa nostra Vs. La sconosciuta

Senza bisogno di decidere con il metodo della morra il film da vedere al cinema la scelta è andata sull'ultimo lavoro di Tornatore. Sono stanca e non pienamente cosciente delle mie parole quindi rimando a domani un racconto più "dettagliato".

Poche considerazioni spontanee:
Sono contenta di aver visto il film a stomaco vuoto, chè altrimenti quella sensazione di nausea in un punto ben preciso del film avrebbe potuto trasfomarsi in qualcosa di più reale..
Pietrificata dal racconto e dalle scene, seppure sfocate, seppure soffocate.. le immagini e il dolore ti entra dentro e senti la violenzxa quasi sulla pelle.. quasi fosse vicino a te.. accanto a te.. quasi che la tua pelle riconosca un certo dolore atavico, anche se tu con quelle tragedie non hai nulla a che fare
Pensavo "l'uomo è una bestia"

MihoZoe - le Leffe rossa è un portento -
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categoria:cinema, da ricordare, film visti al cinema 2006, da pensare
venerdì, 03 novembre 2006
Oggi pomeriggio, avvolta da quel gelo pungente che rende le mie mani di mille variazioni di viola, ho assistito ad un discorso libro-filmico tra due ragazze (o giovani donne, come più vi aggrada).. l'argomento mi è sembrato interessante e visto che non potevo far altro che ascoltare.. bè.. ho ascoltato e la frase che più mi ha colpito è stata: "Non ho il coraggio.. io devo avere il mio ricordo.."  Si discuteva di libri e di come il testo, riprodotto sotto forma di film, alle volte crea una certa discrepanza tra la rappresentazione che ognuno di noi costruisce nella lettura e quello che poi un terzo realizza sceneggiando il racconto.. Ottima quindi la scelta della sig.na di evitare accuratamente tutti i film tratti dai suoi libri preferiti, tra i quali annoverava "Io non ho paura" e "Chiedi alla polvere". Ecco siamo arrivati al punto. Qualche mese fa ho letto "Chiedi alla polvere" di J.Fante mossa da svariate ragioni, in primis l'enorme parlare dell'autore in concomitanza con l'uscita del film nelle sale cinematografiche e poi il fatto che su tutti i Tg regionali non si faceva che dire "un nostro illustre emigrante" (seppure in realtà ad emigrare in America furono i genitori di Fante che si lasciarono alle spalle l'Italia e la piccola Torricella Peligna, la quale, in occasione della prima cinematografica, ha ospitato una tre giorni dedicata allo scrittore con ospite - in un particolare Book reading - anche Vinicio Capossela). Ora per tornare a bomba, io "Chiedi alla polvere" l'ho letto.. le prime 20 pagine mi avevano fatto sperare per il meglio.. ma poi.. che delusione!! Io certi personaggi proprio non li sopporto, o meglio, non li riesco a concepire.. il personaggio di Camilla è il mio personale archetipo di "fastidiosa presenza".. una ragazza che è innamorata di uno sbandato malato e che si approfitta di Arturo (follemente innamorato - forse della follia? - della ragazza) per fumare marijuana nell'armadio della sua camera da letto.. ma come si può? Nei racconti (sotto forma di libro o film) non ho mai sopportato l'esaltazione di un amore che vede un lui irretito da una lei bastarda, cattiva, approfittatrice e follemente innamorata di un altro.. e' un pò come la storia di Tristano e Isotta.. io al cinema parteggiavo per Lord Marke, il povero Re che sposò Isotta la quale si sollazzava con Tristano..Oh, è più forte di me queste storie proprio non le digerisco.. ecco perchè poi certi libri e certi film smuovono un equilibrato ed inesorabile, pacato rigetto..

MihoZoe
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categoria:libri, cinema, fastidi, stranezze, film visti al cinema 2006, di personali vagheggi
lunedì, 31 luglio 2006

Due notti fa ero sveglia alle 3 e mezza del mattino, ho acceso la tivì e facendo un rapido giro tra i canali, mi son fermata su rai3, interessante, quelle immagini mi ricordavano qualcosa, televideo: Bowling a Columbine.. ah, ecco, è il documentario di M.Moore sull'eccidio della Columbine.. ancora  televideo: subito prima hanno trasmesso Elephant, il film di Gus Van Sant, pure 'sta volta mi è sfuggito! eppure è più di un mese che ho 'sto film, ma ancora non l'ho visto.
Finisco il documentario di Moore e mi addormento con il silenzio dei titoli di coda, poco prima della pubblicità..

Ieri sera ho finalmente "scartato" il dvd di Elephant e quell'ora e 20 di visione mi ha lasciato un pò interdetta.. non è un film facile da comprendere, anche perchè me lo aspettavo molto diverso, mi aspettavo di vedere la ricostruzione della personalità di Eric Harris e Dylan Klebod (i due esecutori del massacro), ed invece per circa 50 minuti tutto quello che vedo sono dei volti seguiti dai loro nomi.

Vedi Michelle una ragazzina con gli occhiali e i capelli ricci emarginata dal gruppo, rimproverata dalla prof.ssa di ginnastica perchè non indossa gli shorts, derisa nella palestra dalle ragazze più "trendy" della scuola,

Oppure vedi Elias, un ragazzo che va in giro con una macchina fotografica che ferma due punkettoni in un parco e gli chiede di fargli delle foto, che nel laboratorio di fotografia taglia i negativi e scambia due chiacchiere con gli altri ragazzi che sviluppano le loro foto,

vedi John, un caschetto biondo con una tshirt gialla con su una stampa di un toro (quello di Madrid per intenderci), anzi lui è il primo che vedi nel film, è in macchina con il padre ubriaco, dopo esser riuscito a mettersi alla guida dell'auto, raggiunge la sua scuola, lascia il padre al parcheggio, telefona a casa perchè il fratello venga a prendere il genitore, passa dal preside, che lo punisce per il ritardo con un'ora in più da passare a scuola e lo vedi entrare in un'aula e piangere (per l'esasperazione), poi lo vedi incontrare Elias e lungo il corridoio si lascia scattare una foto dall'amico..
la stessa scena è ripresa per 3 volte da 3 punti di vista diversi,quelli di John, Elias e Michelle..

E poi vedi altre facce, altre brevi storie, altri corridoi, altre porte che si aprono..

Quando John esce dalla scuola e si ferma a giocare con un cane lo vedi incontrare Eric e Alex (nella realtà Eric e Dylan) vestiti come militari carichi di sacche e borse e senti questo breve dialogo:
John: "ehi, dove andate voi due?"
 Alex:  "Levati dai coglioni e stai lontano, succederà un casino qui"
John: "Che volete fare?"
Nessuna risposta, Eric e Alex si avviano verso l'edificio scolastico.

.. e lo vedi, questo caschetto biondo, correre e dire a tutti di allontanarsi, di non entrare nell'edificio, ma lì già qualcosa sta succedendo, il fumo ha iniziato ad invadere la scuola e lui giunto davanti la sua macchina per pochi istanti lo vedi smarrito, lì dove doveva esserci suo padre e non c'è e mentre la scuola va in malora eccolo il padre che cammina sul prato verso John, alle sue spalle l'edificio preso d'assalto va in fumo.

Dentro le bombe non esplodono, ma il massacro ha avuto inizio, in biblioteca e poi lungo i corridoi, in caffetteria e poi nella cella frigorifera..

Facce normali, una quotidianeità facile da percepire come "usuale" eppure.. eppure la normalità fatta anche di problemi (bullismo, anoressia - le 3 ragazze che vedono John giocare con un cane, pochi istanti prima che i massacratori entrino nella scuola, dopo pranzo si rinchiudono in bagno per vomitare ed è nel bagno che verranno stanate e freddate - ) è intrecciata con una normalità malata, quella di 2 ragazzi emarginati e dagli indubbi problemi psichici che pianificano ed eseguono un massacro, non uccidendo a caso, ma per ragione, una "loro ragione". E non è un massacro inaspettato ed imprevedibile..

L'eccidio, la sparatoria, la parte "nera" del film è relegata agli ultimi 15-20 minuti della narrazione e il massacro si svolge anche qui con qualcosa di irreale.. come quando vedi Benny un ragazzo nero alto, con le treccine, massiccio, che mentre tutti scappano dai corridoi va contro corrente e risale il "fiume" e va nella classe dove c'è una ragazza che accompagna alla finestra per metterla in salvo, lei se ne và, mentre lui rimane lì, in quel macello e continua a risalire il fiume andando incontro alla morte che si presenterà con un unico proiettile, quello di Eric.

Il film è fatto di volti e di normalità più che di plateali esplosioni di violenza ed è questo che in un certo senso lascia un pò "in aria", la stessa narrazione fatta di salti temporali, di scene vissute 2 o 3 volte dalle varie persone (che inconsapevolmente sono tutte attori di un'unica storia), lascia sospesi, se il film avesse seguito un'unica linea temporale sarebbe durato 15 minuti, ma evidentemente non si voleva far risaltare il massacro nella pura e semplice cronologia, si voleva raccontare una realtà al tempo stesso più semplice e più complessa la cui comprensione non è immediata, ma richiede una certa metabolizzazione.. 

Subito dopo aver spento il pc sono rimasta un pò interdetta, era come mi mancasse qualcosa per chiudere il cerchio, volevo che il film mi raccontasse altro, magari mi aspettavo anche una rappresentazione "spettacolare" della violenza dei 2 ragazzi e queste attese erano state "tradite" e non sapevo cosa fare di quello che avevo visto, che giudizio di valore dargli.. una mano me l'ha data, ancora una volta, il Mereghetti che ha risistemato un pò le fila dei miei pensieri dando loro l'ordine giusto per capire un pò di più il film.

Ed è questa mattina con il dovuto "distacco" e la dovuta freddezza che posso dire che questo era l'unico tipo di narrazione adatta per raccontare il massacro.. infatti non c'è nessuna esaltazione nè del bene nè del male (che in realtà neanche sembrano frapporsi nel film),  c'è solo una rappresentazione della vita fatta di volti di persone normali(i nomi che precedono i visi dei ragazzi, sono i nomi veri degli attori..), di persone disadattate e di persone che a quel giorno non sarebbero sopravvissute.

Non è un film di denuncia, per l'inchiesta ed il documentario bisogna guardare Bowling a Columbine, ma Elephant ha il suo valore, magari difficile da digerire alla prima visione, eppure indiscusso.Eppure mi chiedo come mai questo film abbia l'etichetta del Vietato ai minori di 14 anni..

Stamattina cercavo altri film o documentari sul massacro della Columbine e con mia enorme sorpresa sono solo 2 i film/documentari dedicati o collegati a questa tragedia e cioè i già noti e citati:
Bowling a Columbine
Elephant

Questo vuole dire qualcosa?
C'è voglia di dimenticare senza fare i conti con la realtà?

MihoZoe

 

 

 

 

 

Il commento del Mereghetti - Dizionario dei film 2006, Baldini Castoldi Dalai editore, pg.878

(..) per ricostruire il massacro degli studenti della Columbine High School di Littleton (già al centro di Bowling a columbine di Michael Moore), Van Sant evita ogni tentazione drammatica, spezza la continuità temporale(le azioni in contemporanea sono raccontate in momenti successivi, riportando continuamente indietro il tempo reale), si "perde" dentro le mille situazioni che si accavallano durante il giorno: gesti che possono dire tutto e niente, che sembrano offrire una spiegazione per poi contraddirsi da soli. Come il comportamento di Alex ed Eric, che prima della carneficina ascoltano Beethoven, guardano filmati nazisti e giocano ai videogame, senza una possibile logica: obbligando lo spettatore a confrontarsi con la propria incapacità a capire il Male nel mondo, smarrito dentro un labirinto di immagini nel quale ci si può solo rassegnare a convivere con la propria angoscia e la propria impotenza. Il titolo, criptico, rimanda a un tv-movie di Alan Clarke del 1989 sul terrorismo irlandese e allude a un modo di dire ("Un problema facile da ignorare come un elefante in un soggiorno"). Ma Van Sant aveva presente anche una parabola buddista in cui alcuni ciechi tastano un elefante, e ciascuno crede di comprendere la natura dell'animale a seconda della parte toccata.

mercoledì, 17 maggio 2006

E' un film che non ha bisogno di parole o commenti.. basta la forza della storia e delle immagini, basta la bravura degli interpreti di un racconto che percorre 40 anni di storia italiana, bastano i volti dei personaggi che intrecciano relazioni e più alti sentimenti, bastano le musiche che accompagnano le scene, basta la voglia di riscoprire un passato, magari vissuto e oramai dimenticato, basta la scintilla della passione per l'arte, per godere di questo film, importante ed essenziale per capire chi si è stati e quello che si è.

E' nella dolcezza delle sensazioni e delle Emozioni la forza di questo racconto.

Professore : "L'Italia è un Paese da distruggere, bello ma inutile, destinato a morire"
Nicola : "..cioè secondo lei tra poco ci sarà un'apocalisse?"
Professore : "E magari ci fosse! almeno saremmo costretti tutti a ricostruire.. Invece qui rimane tutto immobile.. fermo.. in mano ai dinosauri"
Nicola : "Ma allora perchè lei non se ne và?"
Professore : "Ma come perchè? Io sono uno di quei dinosauri da distruggere"

MihoZoe

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categoria:cultura, cinema, televisione, da ricordare, attualità, da pensare
domenica, 23 aprile 2006

Finalmente ieri sera ho messo nel lettore il dvd di "Romanzo criminale".. per quante volte avevo rimandato la visione stava diventado una barzelletta. Purtroppo il film è stato abbastanza deludente, sarà che forse le mie aspettative col pasare dei giorni erano diventate un pò troppo ottimistiche.. La storia è lunga 2 ore e 26 minuti e dopo aver passato i primi 40minuti la voglia era di spegnere tutto e andare sulla tv, però non mi andava di essere "sconfitta" da un film perciò ho tenuto duro, sperando in un cambiamento di storia e racconto.. ma il mio desiderio non èstato avverato.
Il film avrebbe dovuto raccontare uno spaccato della nostra storia, 25 anni di regno incontrastato della banda della Magliana, un gruppo di "cani sciolti" che ha messo a ferro e fuoco la capitale (e non solo).. gli anni passano e i componenti della banda uno ad uno muoiono.. di morte violenta si intende e quella che viene messa in risalto non è tanto il periodo storico (seppure ci sono i filmini originali del ritrovamento del cadavere di Moro e della stazione di Bologna dopo lo scoppio della bomba) quanto la vita personale del gruppo. E anche il racconto parallelo di una macchina dello Stato collusa con i poteri della violenza che adoperava i criminali per fare e disfare.. sinceramente è poco consistente.. quasi banale direi.. alcune "ammazzatine" (per dirla alla Camilleri) non lasciavano neanche il brivido della suspance o della sorpresa.. niente .. e che dire del finale? non solo per la morte del Freddo.. ma per la scena dei ragazzini che corrono sulla spiaggia sfuggendo alla Polizia e forse cambiando cosi la loro Vita e la loro Sorte? Non è un tantino troppo Banale???. Mi dispiace, ma il mio giudizio su questo film non è affatto positivo.  La distanza da film come "Piazza delle 5 lune" o anche "Buongiorno, notte" è abissale ed un motivo ci sarà.

Alcune note sugli attori:
BRAVI Kim Rossi Stuart, J.Trinca (un viso dolcissimo e proprio tagliato per l'epoca rappresentata) e Claudio Santamaria.
Per fortuna Scamarcio s'è visto poco (ho un brutto ricordo su 3MSC e credo che il pregiudizio su di lui sarà difficile da contrastare), comunque aspettandomi una prova deludente, direi che è stato piuttosto bravo. Ugualmente.

MihoZoe - mai tardare nella visione dei film, altrimenti il giudizio diventa ogni giorno più "impietoso".

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categoria:recensioni, cinema
mercoledì, 22 febbraio 2006

Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti della storia raccontata per immagini, per i cinefili o più semplicemente per gli estimatori del bello. Accorrete!

Venerdi, 24 Febbraio 2006, alle 17, presso la Sala Audiovisivi della Biblioteca Provinciale "Dèlfico" di Teramo.

Presentazione di documenti d'archivio e del film di Alina Marazzi, Un'ora sola ti vorrei.

Riferimenti:BIBLIOTECA PROVINCIALE MELCHIORRE DELFICO - via Dèlfico 16, 64100 Teramo - tel 0861.252744, fax 0861.254197 - Email: biblioteca@provincia.teramo.it

Per maggiori informazioni:

http://www.provincia.teramo.it/

http://www.unorasola.it

MihoZoe

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categoria:cinema, notizie, abruzzo, biblioteca, teramo
sabato, 18 febbraio 2006

Visto che il Mereghetti, Dizionario del cinema 2006, è diventato un mio punto di riferimento per  "spulciare" trame e giudizi dei film che ho visto e di quelli che avrei voluto vedere, mi pare doveroso incrociare il mio racconto del film "Jarhead" con la recensione fatta dall'esimio Mereghetti.. peccato però che mancano i pallini di valutazione!

Jarhead
di Sam Mendes
con Jake Gyllenhaal, Peter Sarsgaard, Chris Cooper, Jamie Foxx (Usa 2005)
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categoria:recensioni, cinema, film visti al cinema 2006
sabato, 18 febbraio 2006

Jarhead.  Bello. Molto Bello.

La sala del nostro fidato cinema (il "Massimo" di Pescara) ieri sera era più vuota del solito, nonostante il film fosse in anteprima nazionale e nonostante ieri fosse venerdi (la sera di inizio del weekend e quindi frizzi e lazzi!!). Poco male. Abbiamo trovato dei posti dove poter allungare le nostre gambe e ci siamo messi belli comodi. Il film è filato liscio in maniera sorprendente, nonostante i 123 di proiezione..

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categoria:recensioni, cinema, parliamo un pò, film visti al cinema 2006
sabato, 11 febbraio 2006

Uscirà nelle sale cinematografiche il 17 Febbraio. Dal trailer al cinema (quelli insomma che ti fan vedere l'intero film) la pellicola sembra meritevole, la musica accompagnava le immagini con uno spirito travolgente non indifferente e molte scene mi han fatto pensare ad Apocalipse Now (redux e non). Un accostamento un pò azzardato? Dopo averlo visto lo saprò.

MihoZoe

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categoria:cultura, cinema, parliamo un pò, nuovi spunti