sabato, 17 gennaio 2009
In fondo la notte aveva piovuto - e quando piove, piove - e può piovere qualsiasi cosa.

A.G.Pinketts - ' Il vizio dell'agnello ' Pg. 14




MihoZoe - respira piano e profondo -
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categoria:ipse dixit, abstract
domenica, 11 gennaio 2009
Io non ballo.
Non so ballare.
Ogni volta che mi capita di farlo.
Mi ritrovo davanti ad uno specchio.
Mi guardo e penso.


Io sto in silenzio.
Mi piace quel suono.
Non amo le persone che casualmente mi sfiorano.
Guardo sempre ad altezza spalle.
Non penso che la cosa creerà imbarazzo.

MihoZoe
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categoria:abstract
sabato, 10 gennaio 2009
visto crescere qualcuno senza rendermi conto che stava peggiorando, aumentavano i lati fastidiosi e intolleranti, spariva la fantasia spensierata del cazzeggiare sano..
ora si fanno discorsi seri anche andando in autobus al centro commerciale..
Diamine.
Ma va cosi.
E ti rendi conto che il passaggio successivo sarà senza dubbio quello di capire che non riesci più a divertirti, gli ominidi intorno a te, non ti danno niente, rubano solo un pò di ossigeno, ma non comunicano alcunchè, non smuovono più sensazioni e tremori. Nulla.
Nulla.
Ma proprio proprio.

Io alle volte ho ancora dei moti insurrezionali, dei colpi di testa dettati dal momento concitato. E mi sfogo. E' uno sfogo più che passeggero dura giusto il tempo di una chiamata al cellulare.
O le otto ore al lavoro.
O il tempo di buttare giù 2 birre.
O il tempo di togliere il tappo alla Nikon, infilare le cuffie alle orecchie. E andare.

Ora.
Però.
Sono in pausa.
Anche io.


MihoZoe
postato da: 4incantina alle ore 23:10 | Permalink | commenti
categoria:abstract
giovedì, 08 gennaio 2009
Bugiardino.
Roland Barthes.
CCNL Chimico-farmaceutico.
Fotoritocco avanzato.
Dostoevskij.
Busta marrone fnac.
Opuscoli e pubblicità.


E invece no.


MihoZoe - voi avevate voci potenti, lingue allenate a battere il tamburo, voi avevate voci potenti, adatte per il vaffanculo -
postato da: 4incantina alle ore 20:55 | Permalink | commenti
categoria:abstract
lunedì, 27 ottobre 2008
e rimango nella mia ignoranza.
Vedo gli altri roteare come sopra le giostre e vedo i miei piedi saldati a terra.
Sento voci lontane che strillano e sento il silenzio nella stanza.
Non tocco gli altri  che mi sfiorano.
Gusto quell'acqua che scorre e di cui conosco la provenienza.
Sono osservata.
Mi nascondo.
Sopraeleviamo pure un castello di carte.
Non è ora il tempo.
Non è qui il luogo.

Picchio duro nelle orecchie,
due fessure i miei occhi
Una voce senza parole
Quello strano oblio
Battiti accellerati
li senti?
Che senso ti fanno?

Ma io non mi dò spiegazioni
e non è utile neppure pensare.
Celebro alcuni ricordi
e riporto in vita loro
gli offrirei anche da bere
se solo potessi
se solo fosse nel mio solo ed esclusivo potere

Non c'è un finale possibile
Non ce n'è solo uno.

MihoZoe - proprio io in due -
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categoria:abstract
lunedì, 20 ottobre 2008
La mia pace.




Listening in a room without lights,
none,
just the music,
just this lullaby
Please, Go, and kill me..


Odio Ottobre da sempre


MihoZoe - Un pugno in faccia farebbe meno male.. Datemi un pugno in faccia.. -
postato da: 4incantina alle ore 20:09 | Permalink | commenti
categoria:abstract
domenica, 11 maggio 2008
..quale modo migliore di ritornare a 'casa propria' se non in una domenica pomeriggio, buttata in modo scomposto sul letto, con Deasy-Desmond (un giorno ve ne parlerò..oh.. se ve ne parlerò..) sulle ginocchia e con nessuna idea di ciò che devo/voglio scrivere..
Oh, qui, nella Capitale il cielo si sta scurendo, ottimo per un lunedi mattina di slancio..
Ah, perchè non parlare proprio della Capitale? Massi, parliamo della caput-mundi e delle strane persone che si possono incrociare nella metro, ad esempio in un vagone della linea A, in un giovedi di un mese qualunque..
Un tipo dell'età apparente di 35-40 anni parla con una ragazza mediamente alta delle bellezze di Roma, loro si conoscono anche se lei gli chiede: ma ti sei laureato? no, ancora no, mi mancano 2 esami.. ma quanti anni hai? 26.. (ammappa ragazzo, mi sa che ti serve un lifting..), si buttano subito a parlare di cose culturali, siamo vicini alla fermata 'Manzoni' una bella fermata, ristrutturata da poco, insomma molto diversa da quelle che ti capita di vedere prima.. lui attacca a parlare degli scavi archeologici seguiti alla ristrutturazione di Manzoni, di come gli operai rudi e mascoli dotati di trivelle e attrezzi pesantissimi smettessero le tute da metalmeccanico e indossassero le tute bianche ogni volta che incontravano dei resti archeologici di chissà quale civiltà.. la ragazza è evidentemente colpita da tale 'sapienza'.. io ascolto e sono un pò dubbiosa.. (ascolto perchè il lettorino mp3 l'ho dimenticato a casa.. eh..) passiamo di fronte la fermata Manzoni che riporta  come indicazione 'Museo della Liberazione'  e l'uomo dice 'vedi.. come ti dicevo c'è anche scritto.. museo della Liberazione.. l'hanno costruito con i reperti archeologici di cui ti parlavo prima ..' lei 'ah.. davvero!' .. e io pensavo ma che strano nome per un museo..' ..
questo è il link del Museo
http://it.wikipedia.org/wiki/Museo_Storico_della_Liberazione
traete voi le vostre considerazioni che io ho scritto anche troppo e Desmond-Deasy mi vuole portare altrove.

MihoZoe - eh.. sono tornata nuovamente.. chissà la prossima volta scriverò qualcosa di più sensato..'
postato da: 4incantina alle ore 17:27 | Permalink | commenti (1)
categoria:roma, abstract, discorsi per la via
giovedì, 27 aprile 2006

Questa mattina ascoltavo la tv presa in realtà da tutt'altre faccende.. tra le notizie dell'attentato a Nassirya e la triste conta delle vittime e dei feriti. In un attimo di pausa, ho fatto un piccolo zapping tra le reti per giungere fino al canale 3 della tv, Rai3 per l'appunto.. c'era "Neon Libri" una rubrica che in realtà ho sempre visto "quando capita" ma che ha sempre dato buoni consigli sulla lettura perchè, per dirla come la conduttrice, "Nel leggere libri non ci sono controindicazioni..".

Il libro che mi ha colpito di più tra quelli recensiti e di cui scrivo ora, è

Come ti sei ridotto. Modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione
di Curzio Maltese, Ediz. Feltrinelli, pgg.116, 9 € .

Piccola curiosità: ascoltando l'intervista dell'autore, pare che il titolo (Come ti sei ridotto) derivi da un romanzo di Hemingway, Fiesta se non erro,  in cui un personaggio chiede all'altro:  "Com'è che ti sei ridotto così?" e l'altro (in bancarotta) "In due modi, prima un po' alla volta e poi tutto insieme."

Non potendo descrivere in prima persona il libro, lascio che a parlare sia la sintesi proposta da www.internetbookshop.it che solitamente riporta i commenti delle quarte di copertina delle opere a  "garanzia" dunque della veridicità! Quando leggerò questo libro porterò anche il mio contributo per una sua più "puntuale" recensione.

Abstract
Questo libro è un tentativo di rispondere alle due domande che l'autore si è sentito più spesso rivolgere in centinaia d'incontri con studenti dei licei e delle università: com'è stato possibile il berlusconismo? Come si può uscirne? Il decennio dei servi contenti del regime è stata l'ultima "autobiografia nazione" nel senso che Gobetti attribuiva al fascismo. Ma è stato anche il sintomo di un declino prima civile e poi economico, la regressione di un Paese che ha reagito all'avvento di un mondo nuovo con l'ovvietà minacciosa di una (sin troppo familiare) tentazione autarchica. L'eredità che lascia all'Italia è molto più pesante di quanto dicano le statistiche, è la condanna alla sudamericanizzazione.

MihoZoe

postato da: 4incantina alle ore 12:48 | Permalink | commenti
categoria:libri, abstract, nuovi spunti