lunedì, 31 luglio 2006

Due notti fa ero sveglia alle 3 e mezza del mattino, ho acceso la tivì e facendo un rapido giro tra i canali, mi son fermata su rai3, interessante, quelle immagini mi ricordavano qualcosa, televideo: Bowling a Columbine.. ah, ecco, è il documentario di M.Moore sull'eccidio della Columbine.. ancora  televideo: subito prima hanno trasmesso Elephant, il film di Gus Van Sant, pure 'sta volta mi è sfuggito! eppure è più di un mese che ho 'sto film, ma ancora non l'ho visto.
Finisco il documentario di Moore e mi addormento con il silenzio dei titoli di coda, poco prima della pubblicità..

Ieri sera ho finalmente "scartato" il dvd di Elephant e quell'ora e 20 di visione mi ha lasciato un pò interdetta.. non è un film facile da comprendere, anche perchè me lo aspettavo molto diverso, mi aspettavo di vedere la ricostruzione della personalità di Eric Harris e Dylan Klebod (i due esecutori del massacro), ed invece per circa 50 minuti tutto quello che vedo sono dei volti seguiti dai loro nomi.

Vedi Michelle una ragazzina con gli occhiali e i capelli ricci emarginata dal gruppo, rimproverata dalla prof.ssa di ginnastica perchè non indossa gli shorts, derisa nella palestra dalle ragazze più "trendy" della scuola,

Oppure vedi Elias, un ragazzo che va in giro con una macchina fotografica che ferma due punkettoni in un parco e gli chiede di fargli delle foto, che nel laboratorio di fotografia taglia i negativi e scambia due chiacchiere con gli altri ragazzi che sviluppano le loro foto,

vedi John, un caschetto biondo con una tshirt gialla con su una stampa di un toro (quello di Madrid per intenderci), anzi lui è il primo che vedi nel film, è in macchina con il padre ubriaco, dopo esser riuscito a mettersi alla guida dell'auto, raggiunge la sua scuola, lascia il padre al parcheggio, telefona a casa perchè il fratello venga a prendere il genitore, passa dal preside, che lo punisce per il ritardo con un'ora in più da passare a scuola e lo vedi entrare in un'aula e piangere (per l'esasperazione), poi lo vedi incontrare Elias e lungo il corridoio si lascia scattare una foto dall'amico..
la stessa scena è ripresa per 3 volte da 3 punti di vista diversi,quelli di John, Elias e Michelle..

E poi vedi altre facce, altre brevi storie, altri corridoi, altre porte che si aprono..

Quando John esce dalla scuola e si ferma a giocare con un cane lo vedi incontrare Eric e Alex (nella realtà Eric e Dylan) vestiti come militari carichi di sacche e borse e senti questo breve dialogo:
John: "ehi, dove andate voi due?"
 Alex:  "Levati dai coglioni e stai lontano, succederà un casino qui"
John: "Che volete fare?"
Nessuna risposta, Eric e Alex si avviano verso l'edificio scolastico.

.. e lo vedi, questo caschetto biondo, correre e dire a tutti di allontanarsi, di non entrare nell'edificio, ma lì già qualcosa sta succedendo, il fumo ha iniziato ad invadere la scuola e lui giunto davanti la sua macchina per pochi istanti lo vedi smarrito, lì dove doveva esserci suo padre e non c'è e mentre la scuola va in malora eccolo il padre che cammina sul prato verso John, alle sue spalle l'edificio preso d'assalto va in fumo.

Dentro le bombe non esplodono, ma il massacro ha avuto inizio, in biblioteca e poi lungo i corridoi, in caffetteria e poi nella cella frigorifera..

Facce normali, una quotidianeità facile da percepire come "usuale" eppure.. eppure la normalità fatta anche di problemi (bullismo, anoressia - le 3 ragazze che vedono John giocare con un cane, pochi istanti prima che i massacratori entrino nella scuola, dopo pranzo si rinchiudono in bagno per vomitare ed è nel bagno che verranno stanate e freddate - ) è intrecciata con una normalità malata, quella di 2 ragazzi emarginati e dagli indubbi problemi psichici che pianificano ed eseguono un massacro, non uccidendo a caso, ma per ragione, una "loro ragione". E non è un massacro inaspettato ed imprevedibile..

L'eccidio, la sparatoria, la parte "nera" del film è relegata agli ultimi 15-20 minuti della narrazione e il massacro si svolge anche qui con qualcosa di irreale.. come quando vedi Benny un ragazzo nero alto, con le treccine, massiccio, che mentre tutti scappano dai corridoi va contro corrente e risale il "fiume" e va nella classe dove c'è una ragazza che accompagna alla finestra per metterla in salvo, lei se ne và, mentre lui rimane lì, in quel macello e continua a risalire il fiume andando incontro alla morte che si presenterà con un unico proiettile, quello di Eric.

Il film è fatto di volti e di normalità più che di plateali esplosioni di violenza ed è questo che in un certo senso lascia un pò "in aria", la stessa narrazione fatta di salti temporali, di scene vissute 2 o 3 volte dalle varie persone (che inconsapevolmente sono tutte attori di un'unica storia), lascia sospesi, se il film avesse seguito un'unica linea temporale sarebbe durato 15 minuti, ma evidentemente non si voleva far risaltare il massacro nella pura e semplice cronologia, si voleva raccontare una realtà al tempo stesso più semplice e più complessa la cui comprensione non è immediata, ma richiede una certa metabolizzazione.. 

Subito dopo aver spento il pc sono rimasta un pò interdetta, era come mi mancasse qualcosa per chiudere il cerchio, volevo che il film mi raccontasse altro, magari mi aspettavo anche una rappresentazione "spettacolare" della violenza dei 2 ragazzi e queste attese erano state "tradite" e non sapevo cosa fare di quello che avevo visto, che giudizio di valore dargli.. una mano me l'ha data, ancora una volta, il Mereghetti che ha risistemato un pò le fila dei miei pensieri dando loro l'ordine giusto per capire un pò di più il film.

Ed è questa mattina con il dovuto "distacco" e la dovuta freddezza che posso dire che questo era l'unico tipo di narrazione adatta per raccontare il massacro.. infatti non c'è nessuna esaltazione nè del bene nè del male (che in realtà neanche sembrano frapporsi nel film),  c'è solo una rappresentazione della vita fatta di volti di persone normali(i nomi che precedono i visi dei ragazzi, sono i nomi veri degli attori..), di persone disadattate e di persone che a quel giorno non sarebbero sopravvissute.

Non è un film di denuncia, per l'inchiesta ed il documentario bisogna guardare Bowling a Columbine, ma Elephant ha il suo valore, magari difficile da digerire alla prima visione, eppure indiscusso.Eppure mi chiedo come mai questo film abbia l'etichetta del Vietato ai minori di 14 anni..

Stamattina cercavo altri film o documentari sul massacro della Columbine e con mia enorme sorpresa sono solo 2 i film/documentari dedicati o collegati a questa tragedia e cioè i già noti e citati:
Bowling a Columbine
Elephant

Questo vuole dire qualcosa?
C'è voglia di dimenticare senza fare i conti con la realtà?

MihoZoe

 

 

 

 

 

Il commento del Mereghetti - Dizionario dei film 2006, Baldini Castoldi Dalai editore, pg.878

(..) per ricostruire il massacro degli studenti della Columbine High School di Littleton (già al centro di Bowling a columbine di Michael Moore), Van Sant evita ogni tentazione drammatica, spezza la continuità temporale(le azioni in contemporanea sono raccontate in momenti successivi, riportando continuamente indietro il tempo reale), si "perde" dentro le mille situazioni che si accavallano durante il giorno: gesti che possono dire tutto e niente, che sembrano offrire una spiegazione per poi contraddirsi da soli. Come il comportamento di Alex ed Eric, che prima della carneficina ascoltano Beethoven, guardano filmati nazisti e giocano ai videogame, senza una possibile logica: obbligando lo spettatore a confrontarsi con la propria incapacità a capire il Male nel mondo, smarrito dentro un labirinto di immagini nel quale ci si può solo rassegnare a convivere con la propria angoscia e la propria impotenza. Il titolo, criptico, rimanda a un tv-movie di Alan Clarke del 1989 sul terrorismo irlandese e allude a un modo di dire ("Un problema facile da ignorare come un elefante in un soggiorno"). Ma Van Sant aveva presente anche una parabola buddista in cui alcuni ciechi tastano un elefante, e ciascuno crede di comprendere la natura dell'animale a seconda della parte toccata.

venerdì, 28 luglio 2006
I comunicatori non comunicano con il mercato

Attorno alla ‘comunicazione’ si è creato un vasto business formativo: 40 corsi di laurea, per non parlare dei master e dei corsi privati, 40 mila iscritti, 1.000 nuovi laureati in Pr l’anno. Numeri superiori alle reali esigenze delle imprese

MASSIMO CANEVARI

Affascina ed attrae, irresistibilmente, più delle sirene di Ulisse. E non serve farsi legare all’albero maestro, visto che le sempre più nutrite schiere di aspiranti comunicatori sono ben consapevoli della lotta che le attende. In Italia, la prospettiva di lavorare nel settore della Comunicazione conquista e fa tendenza. Tanto che negli ultimi anni sono spuntati come funghi centinaia di corsi master e scuole di specializzazione, che coinvolgono migliaia di formatori, molti dei quali spesso improvvisati perché ingolositi dal grandioso business. I dati sono esplosivi e descrivono un universo professionale in tumultuoso arrembaggio. La sola offerta formativa istituzionale fa registrare più di 40 corsi di laurea fra Scienze della Comunicazione, Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche, per un totale di oltre 40mila studenti impegnati in iter accademici specialistici o master post laurea. La "fame" di formazione per il mondo della comunicazione è enorme: del totale degli iscritti, per il 56% già lavoratori, oltre due terzi è donna, con una netta prevalenza del CentroSud come regioni di provenienza e della fascia d’età 2130 anni. Ogni anno si registrano quasi 1.000 nuovi laureati in Pr, per i quali le agenzie di Public Relations dovrebbero rappresentare il primo passo nel mondo del lavoro, in un mercato nazionale che vede già all’opera più di 70mila comunicatori in relazioni pubbliche, generando un fatturato diretto ed indotto di 12 miliardi di euro l’anno (dati Ferpi). Le università incassano i successi, moltiplicano i corsi e fanno quello che possono per cercare di corrispondere alla domanda:

venerdì, 28 luglio 2006

" Casato, in una villa principesca.

Oggi ha la possibilità di mostrarsi, sui teleschermi, come capo di un partito, che è difficile collocare
nell’arco antifascista e perciò costituzionale.

Ci troviamo di fronte a trame intessute segretamente, da chi ha mezzi e obbiettivi precisi, sono così venuti alla luce: "uomini di primo piano", "i mandanti", "i finanziatori" che senza scoprirsi, possono camuffare le loro trame, con tinte diverse da quella vera.

Si vogliono cioè sovvertire le istituzioni democratiche della nostra repubblica.

A questo fine si strumentalizzano i giovani, i meno responsabili. Approfittando dell'inesperienza, giovani, spesso ancora adolescenti, come avviene in ogni parte del mondo, quando si vogliono soffocare le aspirazioni di progresso, di giustizia e di democrazia dei popoli.

Sembra che la storia si ripeta, e cioè che anche oggi, non si scavi in profondità, che non si affondi il bisturi risanatore fino alla radice del male."


Ieri da "I tg della storia" (Rai3) veniva trasmessa una voce inconfondibile, era Brescia, era Piazza della Loggia.. le parole chiare e decise erano quelle di Franco Castrezzati, sindacalista Cisl.. lui non lo sapeva, ma quelle parole sarebbero passate alla storia, uno o due secondi dopo l'ultima frase riportata sopra, un boato.. una bomba..
Era il 28 maggio del 1974, in piazza rimasero 8 morti e 103 furono i feriti.
Un altro pezzo di storia italiana.
Mi è stato impossibile trovare il testo integrale del discorso tenuto in Piazza della Loggia ed infatti ho recuperato solo la parte riportata, inserita come 'audio originale nell'album
"Ero un autarchico" di Frankie Hi Nrg.
Insomma, quando la musica aiuta la storia a non esser dimenticata, anche e soprattutto perchè la giustizia non ha funzionato, ancora una volta, perchè ancora una volta una strage non ha avuto nessun mandante e nessun esecutore.. Uno "scherzo" del destino, vite spezzate perchè erano nel posto sbagliato al momento sbagliato.. eppure bisogna non dimenticare, bisogna tramandare, perchè i ricordi alle volte fioriscono
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MihoZoe
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categoria:politica, da ricordare, attualità, parliamo un pò, da pensare
mercoledì, 26 luglio 2006
Lo ammetto, Lucarelli è tra i pochi che reputo un bravo narratore, mi piace starlo ad ascoltare, mi piace leggerlo, mi piacciono anche i cartonati un pò ridicoli, di cui si circonda in "Blu notte" (a esser  ridicoli son ridicoli, ma hanno la sicura funzione di mantenere sotto gli occhi di chi guarda i punti cardine del racconto... i volti, gli oggetti, le ambientazioni..).
L'ultima stagione di "Blu notte" l'ho vista per intero, tra le chicche ricordo le 2 puntate sulla storia delle B.R. (altra mia passione) e per l'occasione ho anche rispolverato il buon fido videoregistratore (cancellando come al solito 2 vhs inutili di mio fratello) ..peccato che l'idea della tradizionale "videoregistratura" l'ho avuta troppo tardi, ma in soccorso sono venuti gli editori (una volta tanto..) e cioè hanno pensato di riproporre le puntate di "Blu Notte" in dvd in edicola.. la prima uscita l'ho comprata alla Stazione Tiburtina di Roma, portandomi in giro il mezzo busto cartonato di Lucarelli riprodotto sulla confezione, certo un pò ingombrante se devi girare tra stazioni e treni..
Oggi pomeriggio mi son decisa a vedere il dvd, si parla della "banda della uno bianca".. non ci sono colpi di scena, nel senso che sul dvd viene riproposta la puntata originale, gli extra in realtà sono solo nominali, perchè la cronologia e la biografia che propone è davvero poca cosa.. però si perdona questa "pecca" con tutto il resto. Ora io non sono (e come potrei mai!!) Maurizio Costanzo Sciò e non dò "consigli per gli acquisit" però se capitate in un'edicola buttate uno sguardo a "Blu notte" magari poi lo comprate, fossi lì con voi, io nel mio piccolo vi direi di prenderlo.

MihoZoe

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categoria:media, televisione, film in dvd
martedì, 25 luglio 2006
.. stasera al Tg5..
1) Marina B. e i suoi 40 anni.. intervista esclusiva sul cultural-settimanal "Chi".. il servizio televisivo tesse le lodi della rampolla B. madre-manager-aspirante ballerina il tutto infarcito di "spleeennndiiideee" foto tratte dal settimanale più arguto del momento e con il logo ben in vista...
2) L'ex-carcerato Vittorio Emanuele pare lasci il trono in favore del figlio Emanuele Filiberto.. Felicitazioni, vive felicitazione! Ora vorrei capire di che regno si tratta, visto che l'Italia NON è una monarchia.. Ah, ho capito stanno giocando a Sims in modalità condivisa con qualche giornalista e capo redattore un pò labile..
3) La "velina" di Mammuccari ha imparato l'italiano da Striscia la notizia!! Brevettiamo il metodo, allora! mettiamo tutte le puntate di "Striscia" in un cofanetto dvd così tiriamo su anche un pò di soldi! Poi allargando il discorso potremmo introdurre i dvd anche nelle scuole.. l'effetto è assicurato e garantito.


MihoZoe
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categoria:televisione, stranezze, attualitĂ , notizione
domenica, 23 luglio 2006
Questa mattina, una scoperta terrificante!!
Provate a cantare su "Super massive blackhole" dei Muse il testo di "Do something" di  Britney Spears.. la base musicale (la ritmica) è la stessa!!
AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHH!!
I Muse sono arrivati al capolinea, qualcuno li faccia scendere (a pedate..)

MihoZoe
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categoria:musica, stranezze
venerdì, 21 luglio 2006
Una volte a scioperare erano gli operai, oggi dopo i tassisti, i farmacisti, i panificatori.. arrivano gli avvocati.. insomma prima si scioperava per difendere il salario, oggi invece si sciopera per difendere la villa in Sardegna, il Chayenne, la propria casta (di intoccabili).. ma io mi domando e dico: il libero mercato? la libera concorrenza? Sono concetti che ora non vanno più bene?
Però da tutto questo c'è da trarre un'ulteriore considerazione amara, dove sono i disoccupati? gli inoccupati? gli operai in cassa integrazione? i pensionati? i lavoratori in nero?, perchè non fanno sentire la loro voce? -che meriterebbe sicuramente più importanza e più rilievo..-
forse, ancora una volta c'è qualcosa che non va..
e allora sì, guardiamo al tg le "immagini esclusive " della Falchi e di Ricucci di nuovo insieme, diamo risalto all'ennesima operazione di chirurgia estetica andata male con relativa denuncia del personaggio famoso di turno.. andiamo avanti così, sempre dritti fino a non sentire più la terra sotto i piedi, giusto il tempo di librarsi nell'aria e cadere giù nel dirupo...

MihoZoe
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categoria:lavoro, televisione, attualitĂ , da pensare
venerdì, 21 luglio 2006
:o
TV: "Cosa può fermare una giornata okey?...una diarrea..."

MihoZoe - TV Verità :o -
postato da: 4incantina alle ore 18:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:televisione, stranezze, pubblicitĂ 
mercoledì, 19 luglio 2006
e se la tecnologia mi mette i bastoni tra le ruote io risolvo la questione tornando alle procedure tradizionali..
Ecco a voi, la pietra dello scandalo.. ammiratela estasiati e disgustati come me



MihoZoe -Piacere di conoscerti! Mhà, io non posso dire altrettanto..-
postato da: 4incantina alle ore 14:29 | Permalink | commenti (8)
categoria:stranezze, teramo, facciamoci sempre riconoscere
mercoledì, 19 luglio 2006
Sono queste "pacchianerie" a farmi venire qualche dubbio o meglio a smuovermi un istinto violento e a chiedere a tutti gli hacker in ascolto di togliere quell'obrobrio dalla home page.. avrei voluto porre in evidenza l'immagine dello sconforto e della vergogna qui, sul mio blog, come monito alla stupidità e al chic (non si legge scic), ma anche loro si sono fatti furbi e hanno spezzettato l'immagine in tante piccole parti.. ora fate uno sforzo, cliccate sul link
Università degli studi di Teramo
ATTENZIONE! prima però munitivi di apposito sacchettino di carta..
datemi una virtuale pacca consolatrice sulle spalle.. sono questi i momenti in cui ne ho più bisogno..

MihoZoe - come sono triste.. -
postato da: 4incantina alle ore 11:43 | Permalink | commenti
categoria:stranezze, teramo, da pensare, facciamoci sempre riconoscere