venerdì, 30 giugno 2006
Questo manifesto l'ho incrociato sulla banchina dei binari nella stazione di Bologna centrale, un paio di giorni fa.. essendo un pò distante dall'immagine non ho potuto notare i particolari (eloquenti) della foto, ma la domanda, certo, è ben formulata.. io personalmente non la farei tanto al lavoratore in nero, ma a chi l'ha reso tale (e non parlo solo del Super-Mega-Dir.Gen-Lup.Man.-GraFigl.di.Put.).
Dalla stazione, al sito, al blog.. e chi vuole intendere intenda


Per ogni informazione ecco il link della CGIL

MihoZoe
 
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categoria:lavoro, da ricordare, attualità, parliamo un pò, da pensare
giovedì, 29 giugno 2006
Uno dei narratori del nostro tempo dall'impareggiabile capacità di coinvolgere lo spettatore e dall'indiscutibile bravura è Ascanio Celestini. L'ho scoperto casualmente, facendo un regalo e comprando due biglietti per il teatro, lo spettacolo era "Scemo di guerra". Oggi A.Celestini propone "Live" l'ultima sua opera dal sicuro valore sociale e dalla cui narrazione estraggo queste righe che parlano da sole..


"Sono comunista perché essere comunista è un po' come essere un marziano. secondo alcuni, i marziani hanno un intelletto superiore i cui frutti elargiranno all'umanità: come i comunisti. secondo altri, i marziani sono mostri sanguinari che puntano alla distruzione del mondo: come i comunisti. ma soprattutto, tutti sono concordi che i marziani sono un'invenzione letteraria: come il comunismo."

Info "Ascanio Celestini"

MihoZoe
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categoria:teatro
giovedì, 29 giugno 2006
..ed invece.. ora quello che avresti gratis e cioè quella plastichina sui vari "attrezzi" hi-tech freschi freschi di negozio che invece strappi di fretta e di furia per non essere tacciato come "rozzo" te la fanno pagare. Ma vuoi mettere la differenza di status?

Pellicole protettive per iPod video

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MihoZoe - io preferisco la plastichetta originale -
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categoria:stranezze, curiosità, da pensare
domenica, 11 giugno 2006
Da qualche mese la notizia circola su alcuni blog e subito alcuni avevano posto "rimedio" in modo autonomo e personale apponendo un "bottone", una dicitura che più o meno recitava cosi "Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita'.
Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001".
Ma letto l'articolo sulla sentenza di condanna per diffamazione del giudice Gramola di Aosta, credo proprio che le cose non siano molto pacifiche e si rischi grosso.. nonostante la libertà di espressione e di pensiero  (salvo non sfociare nelle diffamazione, ma quella è un'altra storia), che vige nel nostro Paese. Tra i molteplici aspetti della vicenda "blogger e libertà" che mi sembrano aberranti c'è anche il fatto di essere responsabili di ciò che commenta un anonimo.. per me è pazzesco! Se io voglio lasciare il "microfono" aperto perchè devo rischiare nel penale? Pago io per un altro? Non dovrebbe funzionare in questo modo la giustizia o almeno io credevo che il sistema più o meno fosse cosi: TU sbagli e TU paghi ( invece qui sembrerebbe lui commette un errore, tu paghi).
sabato, 10 giugno 2006
Questa seratina passa in modo sbilenco, un pò felice e un pò triste come in uno strano caleidoscopio di sensazioni e in tutto questo sentire, la musica che fa da colonna sonora in modo più che superbo è quella di Vinicio Capossela, artista che ho iniziato ad aprezzare proprio con il suo ultimo album Ovunque Proteggi, superando quella titubanza e quel preconcetto che chissà perchè lo circondava. L'album, salvo qualche piccola eccezione, è davvero molto bello e le canzoni che metto a loop sono:
- Dove siamo rimasti a terra Nutless
- Lanterne Rosse
- Ovunque Proteggi
.. ma in realtà potrei continuare con altri 5-6 titoli (e su un cd di 13 tracce è quasi un miracolo!).

Per chi già conosce queste canzoni, per chi deve ancora scoprirle.


tutta questa clandestinità dov'è che nata
questo andare a letto presto
quando è iniziata?
che potevamo andarcene a ragazze
o giù al Lido
affanculo questa serietà
questa lealtà
tutta questa impresa
poi il sabato all'iper a far la spesa

dov'è che abbiam ceduto il capo al sonno
al vapore alla cucina al caldo al televisore
tu in un letto e lei in un altro
dove quei bagliori visti da lontano
fuori in punta di pennello
tutto Napoleone
dipinto in un bottone

lo vedi adesso che cos'è successo Nutless?
abbiam dovuto richiamare in campo i veterani
quelli che la battaglia grossa
credevano di averla fatta
e invece eccoci tutti
...in groppa alla lealtà!

e quando ce ne andremo tutti Nutless
sarà quando l'aria è più vicina al cielo
veglierò per sempre
per vedere il bagliore da vicino

finché prenderemo d'anticipo il mattino.

non è più tardi
e non sarà tardi più
non è più tardi ora
non sarà tardi più

(passi tratti da Dove siamo rimasti a terra Nutless)

Chi è che viene nella notte?
Chi viene nell’ombra?
Chi viene nella pioggia?
Chi si nasconde al lume?
E tremola la luce come in un lago di fata
A che punto eravamo del giorno?
Tutto è svanito attorno
Chi è che viene solo?
Chi viene nel buio?
In una barca nera trema come un cigno
Le ombre fanno e disfanno giganti
Nel cielo color dopo di pioggia
Lanterne rosse tremano aspettando l’ospite
Chi prima non è stato, ecco ora è venuto
Si troverà straniero, occhi lo vestiranno ancora
Ma tolta la tunica addosso quello che disse fu:
“Il drago è solo, gli uomini ne fanno un Dio
Il drago è solo, gli uomini ne fanno un Dio”
A che punto eravamo del giorno?
Tutto è svanito attorno
Un’aria ferma e discesa e non solleva ancora
L’Asia dietro al tifone nell’angolo dell’Udong
Chi è ha inciso la mia pelle delle sue parole?
Chi si è portato il buio e non mi lascia ancora
Un punto giallo ora trema, rapida luce di treno
Serpente di lucciole in corsa,
così nella notte tra i continenti corre il pensiero di te
Dove saranno gli occhi tuoi quando si chiuderanno i miei
Dove saranno gli occhi tuoi quando si chiuderanno i miei

(Lanterne Rosse)

Il 26 Giugno (h.21.30) a Sulmona presso l'Anfiteatro Romano si terrà il concerto di Vinicio Capossela. Io spero proprio di poter andare, è sicuro che lo spettacolo sarà travolgente ed indimenticabile.

MihoZoe
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categoria:musica, notizie, da ricordare, nuovi spunti
venerdì, 09 giugno 2006
E' da un pò che mi era sfuggita dalla mente, ma oggi con il suo impeto e la forza dei ricordi si ripresenta fresca e giuliva alle mie orecchie, passando per un percorso tutto suo, fatto di casualità e di premeditazione. Sto parlando di Stop una canzone dei Mambassa risalente più o meno al Settembre del 2005. La prima cosa che mi colpì della canzone fu il video, molto alla Paolo Virzi dei tempi migliori. Mi colpi la storia e il tipo di narrazione che veniva utilizzato. Un video musicale, a tratti anche simpatico, che parla della cassa integrazione e degli operai (anche di una certa età), di veri operai con un nome, un cognome ed una storia alle spalle che di punto in bianco si ritrovano a spasso e oltre agli inevitabili problemi della condizione si trovano a dover affrontare anche la questione di come dire la verità alla propria famiglia.. Quello era anche il periodo in cui io facevo le mie esperienze da Co.Co.Pro. e forse anche quella condizione mi faceva sentire parte di un qualcosa di indefinito e di incerto. Ho riascoltato la canzone e vale la pena tenerla bene a mente. Pubblico di seguito il testo, ma se potete cercate il video che è la giusta cornice alle parole.


STOP - Mambassa
Ecco c’è il sole ma ho i brividi
il mare è il rifugio dei miei lunedì
il personale pare che fosse in esubero e se
ti scrivo è solo perché io, be’, non riuscivo a dirtelo
è uno stop, ma non è finita qui?
è uno stop, ma saprò riprendermi

ora sai che da un mese ormai
per ore e ore e ore io sto qui

è uno stop, ma non è finita qui?
è uno stop, ma saprò riprendermi
io, be’, non ci credo più
                                                                      quando spiegano che presto ci richiamano
                                                                      dicevo qua non resto più, tra un anno prendo e vado via
                                                                      non mi aspettavo questo, io speravo fosse per una scelta mia
                                                                      è uno stop, ma non è finita qui?
                                                                      è uno stop, ma saprò riprendermi

                                                                     ora sai che da un mese ormai         
                                                                     per ore e ore e ore io sto qui


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MihoZoe
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categoria:musica, lavoro, videoclip, attualità, parliamo un pò, da pensare
giovedì, 01 giugno 2006
Questa sera ho assistito all'ennesima spettacolarizzazione di un fatto di sangue e già questo di per sè dovrebbe lasciare interdetti. La situazione si aggrava quando il fatto di sangue è quello delle "Bestie di Satana" e le luci dello spettacolo si accendono in carcere e sbattono sotto l'obiettivo ben pulito della telecamera di Fox Crime il faccia a faccia tra A.Volpe ed il padre di F.Tollis.
Ormai credevo di aver visto tutto: feti abortiti sbattuti nella prima pagina di un quotidiano (con l'"intenzione" di sensibilizzare...), le interviste di Michele Cucuzza ai suoi casi umani, la notizia che Costanzo e Co. vogliono fare un reality in un carcere,  ma il faccia a faccia tra Volpe e Tollis proprio no. E' scandaloso. Perchè? L'ambientazione sembra quella degli interrogatori in C.S.I. o meglio in Law E Order, una stanza buia illuminata solo sui personaggi, un vetro che lascia intravvedere un paio di poliziotti (un altro segue dall'interno della sala quello che accade). Due sedie. Una vuota accanto alla quale rimane in piedi il padre di F.Tollis, l'altra occupata da Volpe.
I vari passaggi del faccia a faccia sono scanditi sui dettagli, il primo piano del viso del padre, la maglia dell'assassino, flash bianchi a spezzare le inquadrature, il padre di F.Tollis che afferra la sedia in modo  brusco lasciando pensare che stia per tirarla contro Volpe (e difatti il poliziotto nella sala accenna a qualche movimento),  le pause di sospensione tra i due "personaggi", un'aria di artefatto e di costruito che lascia sbigottiti.
Quando la realtà viene costruita come finzione e all'efferatezza di delitti REALI si sostituisce un packaging affascinante ed intrigante, un'ambientazione già conosciuta e codificata attraverso decide di programmi noir e pseudo-documentari, mi chiedo in che direzione stiamo andando... A chi può giovare tutto questo? Non di certo a quel padre che chiede all'assassino del figlio: "Perchè?" Non di certo alla società che smitizzando la paura e  il valore di certi crimini di sangue, rende questi comportamenti devianti "accettabili" e inverosimili, cioè non facenti parte della realtà, privandoli cosi di quel peso che dovrebbe portare poi l'uomo a riconoscere quegli eventi come impraticabili, come lesivi, come minacciosi, come offensivi (nel senso più ampio del termine). E invece tutto questo scompare in nome di una "voglia di capire" che nasconde solo un business, una necessità di vendere più decoder, di far acquistare più abbonamenti, di far soldi con la realtà.
Non sono contraria al genere letterario noir, di cui apprezzo validi autori come C.Lucarelli, A.Nove, N.Ammaniti, però c'è un limite che separa la realtà dalla finzione ed io lo rispetterei... non per oscurantismo, ma per decenza e dignità.

MihoZoe
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categoria:media, televisione, attualità, parliamo un pò, da pensare
giovedì, 01 giugno 2006
Della Pizzica non ne posso più!! Lo ammetto, inizialmente quel ballo accendeva in me la curiosità, volevo conoscerne la storia, i riti, le usanze, i significati.. ma ora dopo anni e anni di Università e dopo decine e decine di rappresentazioni, posso dire in tutta sincerità che non la sopporto più!
Una sera, quando ingenuamente continuavo a mostrare la mia curiosità per quel ballo, una ragazza mi disse freddamente "guarda che da noi quel ballo si chiama Lu saltarell" bè lì mi è crollato il mito, scomparso l'alone di mistero è rimasto solo un senso di smarrimento seguito da indifferenza. dopo quella sera ho assistito a svariati concerti di pizzica con relative dimostrazioni pratiche danzerecce, ma oramai non provavo più nulla se non una certa curiosità nel voler capire come mai Lu saltarell fosse visto come la cosa più cafona da fare in pubblico (e assolutamente da non praticare MAI davanti agli amici), mentre la Pizzica fosse non solo un rito, ma un momento di aggregazione, di riconoscimento, di seduzione e di divertimento... C'ho pensato molto, mi sono risposta che sono le Regioni a fare la differenza. Sfortunatamente o per fortuna.
Giusto ieri, sul tg regionale ho rivisto l'ennesima pratica della pizzica ad un concerto degli Officina Zoè, tenutosi a Teramo (la seconda casa dei Salentinia), ho sorriso pensando a come quel legame Teramo-Salento non si sia mai sciolto, ma quando stamattina aprendo un mp3 dal nome Tricarico - Pizzica Santu Paulu mi sono trovata ad ascoltare quel ritmo, quei suoni, quelle voci tanto allontanate dai miei ricordi allora ho sbottato, pensando a questo post da scrivere.. massimo rispetto per le tradizioni, però arrivati ad un certo punto anche le cose più belle se assidue tramutano la loro bellezza!
Vagnoni Spicciatila!

Per approfondire

Abruzzo             Vs.          Salento


Lu saltarell 1                                        Pizzica 1
Lu saltarell 2                                        Pizzica 2


MihoZoe


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categoria:abruzzo, stranezze, curiosità, teramo, parliamo un pò